venerdì 1 gennaio 2010

Ninfe Driadi

Ninfe Driadi

Le controparti mentali-emotive dei boschi sono spesso piene di interesse e sono di una bellezza incantevole. Le forze vitali provenienti dal regno vegetale e le altre emanazioni degli alberi, in particolar modo dei grandi alberi, riempiono l'atmosfera di sottili radiazioni in mezzo alle quali gli spiriti di natura degli alberi agiscono e vivono e si muovono gli angeli. Questi ultimi danno talora l'impressione di uno stato di coscienza piuttosto sognante e di essere essi stessi espressioni della vita dell'albero, tutt'uno con lo spirito che anima tutta la vegetazione. Si immergono negli alberi ed emergono da essi, scivolano nel bosco come giovinette alte, un po' schive, snelle, graziose e vestite di abiti diafani in molte tonalità di verde. Può servire da illustrazione una loro descrizione:

Le fate degli alberi e gli spiriti di natura superiori che dimorano in un bosco vicino a Kendal nel Westmorland, sono veramente splendidi. Si muovono in mezzo agli alberi con una grazia nobile e calma.

Una di esse, che penso ci avesse osservati e non sembrava spaventata, solleva lievemente il leggero e sottile abito attraverso il quale si può intravvedere debolmente la sua rosea forma. I "capelli" sono lunghi e minuscole luci si muovono a mo' di ghirlanda intorno al suo capo. Il portamento è talmente splendido che, se non fosse per la completa assenza di autocoscienza e per il perfetto candore nell'espressione del viso e degli occhi, avrei pensato stesse posando. Tutto intorno ve ne sono altre di eguale bellezza, ognuna in lieve misura diversa dalle altre compagna e molte di esse con una coscienza ben meno proiettata all'esterno. Un'altra, che mi volge la schiena, ha graziosi lunghi "capelli" scuri che scendono ben al di sotto della vita. Uno snello, bianco braccio è teso in avanti, un po' di lato, mentre scivola lentamente attraverso il bosco. Spesso sembrano meno spiriti di natura con identità separate che anime degli alberi; sembrano, per cosi dire, espressioni dello spirito di natura della vita arborea in evoluzione, poiché esse si fondono con gli alberi più grandi, scomparendo per un certo tempo alla vista, per poi riemergere e muoversi nel bosco.

Le similitudini possono dimostrarsi ingannevoli ma allorché si osservano gli spiriti di natura e gli abitatori angelici del bosco e della foresta, questi appaiono talora come pesci delle profondità oceaniche che guizzino per qualche istante in un'area luminosa per poi sparire dalla vista come se si fondessero ancora una volta con l'elemento acqueo. Gli angeli più evoluti degli alberi, quelli associati a grandi, vecchissimi alberi, mostrano una chiarezza di visione e facoltà mentali più umane. Il loro sguardo può essere acuto e penetrante allorché volgono la loro attenzione a chi penetri nel loro regno e sia capace di vederli e di comunicare con loro. Ciò nondimeno, anche nel loro caso, si riceve l'impressione di un'intima fusione della loro vita e della loro coscienza con quella dell'albero che animano e di cui aiutano l'evoluzione.

Geoffrey Hodson, Il regno degli Dei, Edizioni Età dell’Acquario, 1992, Grignasco.

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