venerdì 30 dicembre 2011

alcune sirene tratte da una miniatura dell'Atlante dell'Ortelius - XVI secolo


alcune sirene tratte da una miniatura dell'Atlante dell'Ortelius - XVI secolo.

venerdì 23 dicembre 2011

moneta da Kamarina - ninfa Kamarina su un cigno


moneta da Kamarina - ninfa Kamarina su un cigno.

sabato 17 dicembre 2011

moneta da Himera - ninfa Himera compie un sacrificio

moneta da Himera - ninfa Himera compie un sacrificio.

Frederic Leighton - Actaea, the Nymph of the Shore


Frederic Leighton - Actaea, the Nymph of the Shore.

sabato 3 dicembre 2011

Sacred Wells: A Study in the History, Meaning, and Mythology of Holy Wells & Waters

Sacred Wells: A Study in the History, Meaning, and Mythology of Holy Wells & Waters
Gary R. Varner

Sacred Wells è uno studio approfondito di sorgenti, pozzi e le acque che sono state venerate dalla California in Cornovaglia, la Russia in Australia.
Storie di fate, cani neri, fantasmi e guarigioni miracolose sono esposte e studiate. Molti di questi siti sono ancora sede per feste religiose e rituali, immutabili da centinaia di anni.
Questo libro è una gradita aggiunta alla scarsa letteratura in materia pozzi sacri, sorgenti e fiumi di tutto il mondo, il libro è un testo al di fuori di studi regionali che discute, in profondità, il folclore, la mitologia, e archeologia di pozzi sacri, così come i rituali che ancora oggi esistono in molti dei siti dove l'acqua sacra, riti che si svolgono in tutto il mondo. Sacred Wells è uno sguardo affascinante sulla continuità delle antiche tradizioni pagane nella cultura moderna. Molte di queste fonti d'acqua, dalla California a Cornovaglia e dall'Estonia in Australia, sono ancora frequentati per i loro miracolosi poteri di guarigione. Bestie misteriose, fantasmi, fate, e gli dei sono ancora risiedono in queste aree e nei pressi di di questi luoghi sacri. Questo studio esamina il fascino universale di questi siti e fornisce un eccellente riferimento per gli appassionati di folclore, storia e lo sviluppo della religione.

Prefazione dell'Autore:
Sacred Wells è stato originariamente pubblicato nel 2002. Da quel momento, ho visitato un gran numero di ulteriori luoghi sacri, compresi quelli connessi con l'arte nativa americana, gargoyle che arrichiscono le cattedrali, paesaggi sacri e, naturalmente, pozzi sacri. Continuo a tornare indietro al tema dei pozzi sacri e le acque e quando Algora Publishing mi ha dato l'opportunità di espansione e ristampa il libro in questo volume, non potevo t resistere.

Gran parte del nostro ambiente mitico è dimenticato, scartato o abusato. La sete di carbone e petrolio, per la terra per insediamenti residenziali e parchi commerciali, e il desiderio di controllare i fiumi selvaggi per sfruttarne l'energia, degrada costantemente il nostro habitat e l'habitat degli animali selvatici che continuano a lottare per sopravvivere. Distrugge anche gran parte del paesaggio che, per una serie di motivi, ha un significato speciale per varie persone, come ci rivelano racconti antichi. Alcuni di questi luoghi misteriosi per i nostri antenati sono dimenticati. Sono lieto di ristampa pozzi sacri in modo che questi luoghi sacri e le loro leggende continuerà ad essere a conoscenza di coloro che desiderano imparare da loro e forse anche di provare la loro particolare natura per se stessi.

Pozzi sacri sono riconosciuti in quasi ogni cultura e in ogni epoca. Aassociati al femminile, al potere divino ma anche visti come luoghi di guarigione, magia, saggezza e fonti per l'Altro Mondo. Alcuni affermano che questi pozzi sono stati originariamente creati per portare il luna e i suoi poteri alla terra, almeno nella sua riflessione. L'acqua di questi pozzi sacri si sosteneva di avere il valore intrinseco della fertilità e di vita, e quindi l'amore e la sessualità. In molte culture, e per secoli innumerevoli, si è stati convinti che i pozzi sacri fossero abitati, o almeno custoditi, da ninfe e fate. Pozzi sacri hanno anche aspetti contraddittori. Tradizioni hanno dichiarato che stanno dando vita, che esaudire i desideri, guariscono, che predire il futuro, ma anche che possono togliere la vita, applicare maledizioni, e servono come residenze per le anime perdute e soprannaturale corruttori.

La maggior parte dei pozzi sacri sono stati rinominati dopo santi cristiani, ma in molti casi le antiche pratiche ad essi associati continuare. Ex voto sono ancora posti in segreto in molte località in tutta la Gran Bretagna e in Europa.

La cosa più importante è come questi monumenti ci riguardano oggi. Troviamo un importante legame archetipico nel nostro concetto di ciò che è santo e divino attraverso questi pozzi. Ci troviamo in pace quando visitiamo queste aree.


Greek Nymphs: Myth, Cult, Lore

Greek Nymphs: Myth, Cult, Lore
Jennifer Larson

Greek Nymphs: Myth, Cult, Lore è il primo studio completo della ninfa nel mondo antico greco. Questo ben illustrato libro esamina ninfe come figure religiose e mitopoietica, tracciando il loro sviluppo e significato nella cultura greca da Omero attraverso il periodo ellenistico. Attingendo ad una vasta gamma di testimonianze letterarie e archeologiche, Jennifer Larson illustra le ninfe sessualmente potenti nel mondo antico e nel moderno folklore greco, l'uso di bambole raffiguranti ninfe nella socializzazione delle bambine, il fenomeno della nympholepsy, le relazioni delle ninfe 'con altre divinità nel pantheon greco, e il ruolo delle ninfe 'in narrazioni mitiche della città-fondatore e colonizzazione. Il libro contiene una rassegna delle evidenze di miti e culti di ninfe organizzato per area geografica, e una sezione speciale del culto di ninfe in grotte in tutto il mondo greco.

Ninfe in un rilievo da Bourdapa


Ninfe in un rilievo da Bourdapa.

rilevo con la raffigurazione di Pan ed di una ninfa


rilevo con la raffigurazione di Pan ed di una ninfa.

mercoledì 30 novembre 2011

un ippocampo e una nereide da una pittura vascolare greca


un ippocampo e una nereide da una pittura vascolare greca.

Le sirene pittura di Thumann


Le sirene pittura di Thumann.

domenica 27 novembre 2011

domenica 20 novembre 2011

giovedì 3 novembre 2011

Raffigurazione del Reno e della Mosella


Raffigurazione del Reno e della Mosella.

martedì 1 novembre 2011

domenica 30 ottobre 2011

domenica 23 ottobre 2011

martedì 4 ottobre 2011

il ritorno delle fate

il ritorno delle fate

lunedì 3 ottobre 2011

La ninfa del Reno Loreley


La ninfa del Reno Loreley.

Amadryades - - - Endymione (2011)



ET QVAMDIV NIGREDO DURAT FOEMINA IMPERAT...


D.M.
Aelia Laelia Crispis,
Neither man nor woman, nor androgyne, nor maid, nor boy, nor crone, nor chaste, nor whore, nor virtuous, but all.
Carried away neither by hunger, nor by sword, nor by poison, but by all.
Neither in heaven, nor in earth, nor in water, but everywhere is her resting place.
Lucius Agatho Priscus,
Neither husband, nor lover, nor kinsman, neither mourning, nor rejoicing, nor weeping, [raised up] neither mound, nor pyramid, nor tomb, but all.
He knows and knows not [what] he raised up to whom.

This is a tomb that has no body in it.
This is a body that has no tomb round it.
But body and tomb are the same.


CLODIA PLAVTILLA
SIBI ET
Q. VERCONIO AGATHONI MARITO OPTIMO
ET LVCIFERAE
.LIB.
IN.FR.P.XX.IN.AGR.P.XX.
.H.M.H.N.S.

(Corpus Inscriptionum Latinarum, XI, 1, pp163, 884)


"... Affermo che Elia Lelia Crispide è stata una delle amadriadi, vale a dire una ninfa collegata a una quercia,
o in essa racchiusa.

...La ninfa gli apparve nell'aspetto più tenero e allo stesso tempo più arcigno, mostrando, già da circa duemila anni,
lineamenti assai mutevoli (...) accese l'amore di Lucio Agatone Prisco, strappandolo sicuramente al caos,
ossia alla confusione detta 'agatonica', e lo colmò di affanni e tormenti penosi..."

(Ulisse Aldovrandi,
"Dendrologiae libri duo" - 1668;
cit. in:
Carl G. Jung, "Mysterium Coniunctionis")


"... Tra le molte interpretazioni date dai commentatori
vorrei ricordarne una che mi pare degna di essere strappata all'oblio. E l'opinione espressa dai due amici dell'autore (i.e. Carlo Cesare Malvasia, 1616-1693), secondo la quale,
mentre Lucio Agatone era un uomo reale (homo verus),
Elia Lelia era invece una 'ficta foemina' (una donna fittizia),
o forse piuttosto un 'malus Genius' o uno spirito empio (improbus spiritus), il quale - secondo l'opinione
di uno di loro - vaga nell'aria; L'altro amico, invece, crede che si tratti di uno spirito che soggiorna nella terra e che sia 'infixus et adhaerens' in una 'quercia giunonia'; dunque uno spirito silvano, una ninfa o un'amadriade che, quando la quercia fu abbattuta e bruciata, fu obbligata a cercarsi un'altra dimora e l'avrebbe trovata, come morta, in questo sarcofago. Così è stata celebrata, cantata e descritta da Agatone, suo amato e amante..."

(Carlo Cesare Malvasia,
"Aelia Laelia Crispis Non Nata Resurgens" 1683;
cit. in:
Carl G. Jung, "Mysterium Coniunctionis")

domenica 2 ottobre 2011

Le DRIADI e le AMADRIADE



Nella mitologia greca le fate della terra si chiamano Driadi e sono le ninfe dei boschi, figlie di Nerèo e di Dori; vivono nelle foreste e sono creature degli alberi di quercia (dryas= quercia).
Le driadi erano ninfe che vivevano nei boschi e ne incarnavano la forza e il rigoglio vegetativo.
Amadriade: mitologia greca. Ninfa dei boschi, che nasceva e moriva, a differenza della driade che era immortale, insieme con l'albero che le era sacro. Poiché la driade moriva quando il suo albero crollava, spesso gli dei punivano chi aveva causato quella distruzione.

sabato 1 ottobre 2011

sabato 3 settembre 2011

Loreley protagonista delle leggende del Reno


Loreley protagonista delle leggende del Reno.

mercoledì 24 agosto 2011

Fairies in Art




A fairy (also fay, fey, fae, faerie, elf) is a spirit, often encountered in both the mythologies and the folk tradition of many cultures.

Faerie Realm...Dance of the Wild Faeries




Faerie Dwellings,Beautiful Delicate Art...Music by Gary Stadler and Wendy Rule Song: "Dance of the Wild Faeries" Second song: "Invocation"

domenica 7 agosto 2011

Esseri fatati

                                                                       Esseri fatati

venerdì 22 luglio 2011

Nell’isola delle sirene fiorisce l’immortalità

La Stampa TuttoLibri 9.7.11
Nell’isola delle sirene fiorisce l’immortalità
di Silvia Ronchey

«Io, che non amo porre confini tra me e il mondo, ho preso la decisione di farmi giardino»

Dall’Eden alle Sirene: la serie estiva di Tuttolibri prosegue con un racconto che prende spunto dalle Argonautiche orfiche , poema bizantino posteriore alla metà del V secolo d.C. in cui il protagonista delle imprese della nave Argo non è più Giàsone ma Orfeo.
La voce narrante del racconto è quella di Bute, il cui episodio si rintraccia in Apollonio Rodio.
Estate in giardino/2 Un racconto ispirato alle Argonautiche: in viaggio sulla nave di Orfeo, cercando le creature metà fanciulle e metà pesci e il loro prato marino tra gli scogli, con gigli e viole
Ogni giardiniere sa che il principio di ogni giardino è la morte. E’ dalla putrefazione e dalla decomposizione più amara che nascono i fiori più dolci, le orchidee più delicate, le rose più profumate, le viole dalle striature più cupe, che trascinano nel vortice dello stame come al fondo del pozzo sul cui orlo si sporgono. Posso annegare in una viola, perdermi nel labirinto di un’orchidea, sciogliermi nella pura contraddizione di una rosa.
Sono affascinato dai giardini più che da ogni altra forma di bellezza, perché sono il perfetto punto di congiunzione tra la bellezza e la morte. Mi chiamo Bute, sono un viaggiatore. Prima di imbarcarmi sulla nave di Orfeo ho girato il mondo, ho visto i giardini pensili di Babilonia, gli orti che gli egizi circondano di alte mura per preservarli dalle tempeste di sabbia, i cortili minoici striati di croco. Conosco il parco dove si riuniscono i discepoli di Socrate, il recinto ombroso dei seguaci di Epicuro, i tetti fioriti in onore di Adone, i ninfei circondati di statue e le esedre traboccanti di campanule e gigli. Ho visto signori prodigarsi per le loro ville sulle coste ausonie o sulle spiagge libiche, frustare i loro giardinieri e offrire sacrifici a Flora perché le terrazze in pendio sul mare fossero tappezzate di dalie fiammeggianti come soli o di ortensie livide come lune. Gareggiavano tra loro, e con la natura genitrice di tutto. Ed erano sempre insoddisfatti.
Poi, nel sud dell’Egeo, ho visto gonfiarsi all’equinozio rose gigantesche, i cui mille petali spalancati emanavano un profumo che stordiva chiunque costeggiasse quelle rive. Ho capito che i fiori più belli non possono essere coltivati, ma devono emergere spontanei dal ciclo inesorabile dell’essere. E che per questo, se nulla può eguagliare la bellezza di un fiore selvaggio, il giardino più bello è quello il cui artefice è la morte.
Sono più goloso dell’ape attica, cara ad Atena, più vibrante dello scarabeo dal verde guscio, sacro agli egizi. Per me il sentore di un fiore è più complesso di qualsiasi melodia scaturita dal flauto o dalla lira, più plastico di qualsiasi forma scolpita da Apelle o da Fidia.
Avevo sentito parlare di un giardino, che è il giardino dei giardini. Cresce su un nudo scoglio proteso nel mare, la punta di un promontorio dove la roccia si tuffa a precipizio dall’alto. Alcuni la chiamano Anthemoessa , l’Isola dei Fiori. Come gli insetti gremiscono le rose e ronzano creando una melodia che ipnotizza e rapisce, così in questo giardino ammaliano i marinai col loro canto strane creature, per metà fanciulle, per metà pesci secondo alcuni, uccelli secondo altri, in realtà grandi insetti dalle code iridate e traslucide, come quelli che precipitano dal cielo insieme agli angeli ribelli.
Alcuni le chiamano Sirene, e il loro nome, seirén , è infatti uguale a quello che in greco designa alcune api solitarie. Secondo altri viene dal verbo seiráo , «lego», e allude al nesso tra tutte le cose, o da seirá , «catena», la grande catena dell’essere. Come che sia, la vibrazione irresistibile che emettono è in qualche modo simile alla musica degli astri. Platone, nel racconto di Er, parlando del fuso che vortica sulle ginocchia della Necessità, ha detto che l’armonia delle otto sfere celesti si fonde nel suono della voce continua, incessante delle Sirene.
Si sa che è destinato a non fare ritorno chiunque si tuffi dalla nave vinto da quel canto. Ma a vincermi non è stato
«Le piante crescono tra le rocce scoscese, si specchiano nel mare e si nutrono dei corpi dei marinai» «Il profumo di un fiore è più complesso di qualunque melodia scaturita dal flauto o dalla lira del poeta»
Il canto. Orfeo, dritto sulla prua, lo aveva messo a tacere. Con la sua cetra, che detta ordine a ogni creatura, aveva vinto e umiliato le Sirene. A paragone dell’incalzante armonia di Orfeo, il loro era diventato un gemito indistinto. Non sono stato sedotto dalle Sirene, non mi sono tuffato dalla nave per il loro canto. Volevo vedere il giardino.
I fiori che nascono nel prato tra le rocce scoscese, e si specchiano e moltiplicano nell’infinita lente del mare che l’aratro non solca, li immaginavo simili a quelli che secondo i giudei adornano il giardino dell’Eden, o forse a quelli dei cimiteri dei cristiani. Perché, come Circe ha rivelato a Odisseo, nascono da uomini marciti. Perché le sirene dalla voce di miele non si nutrono di altro animale che non sia l’uomo. Ed essere il migliore dei concimi è una delle non molte qualità che rendono superiore agli altri animali il bipede implume che chiamiamo uomo perché, stando ai latini, è fatto di terra, humus , e lì ritornerà.
Tutto va sotto terra e rientra in gioco. Un gran mucchio d’ossa, la pelle che scompare, esseri umani fusi in una spessa assenza. Nel prato marino le ossa erano in putrefazione, l’argilla rossa aveva bevuto il loro biancore e il dono di vivere era passato ai fiori. Grandi gigli purpurei, grandi gigli rosati schiudevano corolle odorose dai bordi dentellati; i calàdi dispiegavano foglie policrome filigranate d’oro bruno, cesellate d’oro verde; le viole si gonfiavano tra fogliami gladiolati; le bromeliacee rizzavano le loro spate enormi come sessi impudichi. Intorno, il cielo cantava all’anima consunta gli scogli mutati in rumore. Come diceva il mio compagno di remi sulla nave di Orfeo, anche noi saremmo divenuti canto.
E’ così che ho deciso di farmi divorare, perché la decomposizione del mio imperfetto corpo mortale contribuisse alla perfezione dell’unica bellezza immortale, che a ogni stagione si ricrea sempre sublime e mai uguale: la bellezza del giardino.
Credetemi, è questa l’immortalità. Non quella di Odisseo, che alle Sirene ha resistito spalmando le orecchie di cera. Non quella di Giàsone, che ha evitato l’Isola dei Fiori per conquistare il Vello d’Oro. Loro sopravvivono nei versi dei poeti, ma sono carta, segno, effigie, immagine di un’immagine — io disprezzo la letteratura. Io mi sono dato alle Sirene come il Buddha alle tigri. Narciso, che amava se stesso, è diventato un fiore. Io, che non amo porre confini tra me e il mondo, mi sono fatto giardino.

lunedì 18 luglio 2011

Pan e una ninfa dormiente

                                              Pan e una ninfa dormiente

domenica 17 luglio 2011

Danza delle Fate vicino a un Menhir - Leggenda Bretone


Danza delle Fate vicino a un Menhir - Leggenda Bretone

sabato 16 luglio 2011

giovedì 7 luglio 2011

Fate dei fiori

                                                                               Fate dei fiori

sabato 11 giugno 2011

Figura di sirena etrusca in terracotta

                                               Figura di sirena etrusca in terracotta

martedì 7 giugno 2011

Fata sulla neve

                                                                        Fata sulla neve

domenica 5 giugno 2011

Danza delle ninfe del corteo di Afrodite

                                                      Danza delle ninfe del corteo di Afrodite

mercoledì 1 giugno 2011

Nereide con una pantera marina

                                                         Nereide con una pantera marina

Corteo di tritoni e di sirene intorno Thetis con un bambino insieme al centauro Chirone.

Corteo di tritoni e di sirene intorno Thetis con un bambino insieme al centauro Chirone

domenica 17 aprile 2011

Ninfa degli alberi

                                                                      Ninfa degli alberi

domenica 10 aprile 2011

Meretrici raffigurate come ninfe dell'acqua in una stampa venezia del 1622

Meretrici raffigurate come ninfe dell'acqua in una stampa venezia del 1622

domenica 27 marzo 2011

domenica 30 gennaio 2011

Ninfa della Sorgente.

                                                                Ninfa della Sorgente

mercoledì 5 gennaio 2011

Ninfa

                                                                          Ninfa